Il teatro entra a scuola
CAPITOLO 2
Una scuola, mille storie. E un mondo da scoprire.
Se dovessimo scegliere un palcoscenico ideale per raccontare la storia del nostro lavoro, non avremmo dubbi: sceglieremmo una scuola.
È tra le sue aule, nei corridoi, nelle palestre e negli spazi condivisi che La Gatta Turchina ha mosso i primi passi. Ed è proprio lì che, anno dopo anno, abbiamo imparato a conoscere i bambini e le bambine, ad ascoltarli, a osservare come cambiano, crescono e scoprono il mondo.
La scuola ci ha insegnato molto. Ci ha insegnato che ogni gruppo è diverso, che ogni età ha il proprio linguaggio e che nessun percorso educativo può essere identico a un altro.
Grazie al confronto continuo con insegnanti, dirigenti scolastici e famiglie, abbiamo costruito un modo di lavorare che continua a evolversi insieme ai bambini e alla scuola stessa.
Dopo tanti anni siamo cresciuti anche noi. Ma a scuola continuiamo ad andare. E continuiamo a imparare.
Il teatro è il nostro strumento. La crescita è il nostro obiettivo.
Quando entriamo in una classe non portiamo soltanto un laboratorio teatrale. Portiamo una storia, un mondo da esplorare e tante occasioni per imparare attraverso l’esperienza.
Non cerchiamo di formare piccoli attori, ma di accompagnare la crescita delle persone.
Le storie diventano strumenti per affrontare argomenti che appartengono alla vita dei bambini e dei ragazzi: le emozioni, le relazioni, il rispetto degli altri, la natura, l’ambiente, l’alimentazione, l’educazione civica, l’arte e la scoperta di sé.
Il teatro ci permette di affrontare questi temi senza trasformarli in una lezione tradizionale. I bambini non sono semplicemente spettatori di qualcosa che viene raccontato: entrano nella storia, fanno delle scelte, sperimentano situazioni e diventano protagonisti del proprio percorso.
E poiché ogni età ha il proprio modo di conoscere il mondo, anche le nostre storie cambiano insieme a chi le vive.
Quando una storia diventa un mondo
La scuola dell’infanzia
Una volta alla settimana, in una classe, accade qualcosa di speciale.
Arriva La Gatta Turchina.
I bambini la aspettano, la riconoscono, la accolgono con una canzone e un piccolo balletto. È un appuntamento che si rinnova nel tempo, accompagnato da sigle e musiche originali che cambiano con il crescere dei bambini.
È il momento in cui l’aula, per un po’, smette di essere soltanto un’aula e diventa un luogo in cui tutto può succedere.
La Gatta Turchina, insieme all’operatore, accompagna i bambini dentro una storia. E quella storia non è stata scelta per caso: è stata immaginata, progettata e scritta da noi per raggiungere precisi obiettivi educativi.
Per parlare di alimentazione può nascere una fiaba che ha per protagonista una zucchina. Per avvicinare i bambini all’arte possiamo inventare un’avventura fantastica che li conduca alla scoperta di opere e artisti reali, come Marc Chagall. Per affrontare le emozioni possiamo creare personaggi che provano paura, gioia, rabbia o tristezza e imparano a riconoscerle.
La fantasia non allontana dalla realtà: ci aiuta a conoscerla.
E per entrare davvero in queste storie utilizziamo tutti i linguaggi che possono rendere l’esperienza coinvolgente: il movimento, la psicomotricità, la musica, il canto, il ritmo, l’espressione corporea, il gioco simbolico e le attività manuali.
Ogni storia porta con sé musiche differenti, giochi pensati appositamente, materiali e oggetti che aiutano a immaginare. Una stoffa può diventare un mantello, una spada giocattolo può accompagnare l’avventura di un cavaliere, un piccolo forno può trasformare i bambini in fornai impegnati a preparare un pane immaginario.
Gli oggetti non sono semplici accessori: sono strumenti che rendono concreta la fantasia, aiutano a entrare nei personaggi e permettono ai bambini di vivere il racconto attraverso il corpo, i sensi e l’esperienza.
Anche il tempo ha la sua importanza. Quell’incontro settimanale, con i suoi rituali, le sue canzoni e l’arrivo della Gatta, diventa un momento atteso, riconoscibile e diverso dalle altre attività della giornata.
Non è una recita da preparare, né una rappresentazione da imparare a memoria. È un mondo da abitare, nel quale ogni bambino può giocare, sperimentare, scoprire e crescere.
Quando una storia diventa uno specchio
La scuola primaria
Poi i bambini crescono. Cambiano le domande, cambiano gli interessi e cambia anche il nostro modo di raccontare.
Nella scuola primaria il teatro diventa sempre più uno strumento per conoscere sé stessi attraverso il rapporto con gli altri.
Accanto alle storie originali trovano spazio racconti, opere e testi già conosciuti, scelti per la loro capacità di stimolare l’immaginazione, il confronto e la riflessione.
Nei primi anni della primaria il gioco mantiene un ruolo fondamentale. Attraverso i personaggi, le situazioni e le esperienze condivise, i bambini imparano ad ascoltarsi, a rispettare i tempi degli altri, a collaborare e a trovare il proprio posto nel gruppo.
Negli anni successivi il lavoro può diventare più articolato. Si approfondiscono le relazioni tra i personaggi, si esplorano emozioni e punti di vista differenti, si impara a interpretare situazioni che non sempre appartengono alla propria esperienza.
Mettersi nei panni di un personaggio significa anche provare a guardare il mondo con gli occhi di qualcun altro.
Il gruppo diventa così parte essenziale del percorso. Ognuno porta qualcosa di sé, ma impara anche a costruire insieme agli altri, a condividere idee, a superare difficoltà e a riconoscere il valore del contributo di tutti.
L’obiettivo non è la perfezione di una battuta o di una scena. È ciò che accade durante il percorso: la fiducia che cresce, la capacità di esprimersi, il coraggio di mettersi in gioco e il piacere di realizzare qualcosa insieme.
Perché a volte, raccontando la storia di qualcun altro, si finisce per conoscere meglio anche la propria.
Quando una storia diventa una domanda
La scuola secondaria
Con l’adolescenza le storie acquistano nuove profondità.
È il tempo delle domande, dei cambiamenti, della ricerca di un’identità e del bisogno di trovare il proprio posto nel mondo.
Il teatro può offrire uno spazio in cui sperimentare, confrontarsi e dare voce a pensieri ed emozioni che non sempre è facile esprimere nella vita quotidiana.
Attraverso il lavoro sui personaggi, sulle relazioni e sulle situazioni sceniche, ragazze e ragazzi possono esplorare punti di vista differenti, interrogarsi sulle proprie scelte e confrontarsi con quelle degli altri.
La dimensione collettiva diventa ancora più importante. Il gruppo è un luogo in cui imparare ad ascoltare, rispettare le differenze, assumersi responsabilità e costruire qualcosa che appartiene a tutti.
Non cerchiamo risposte uguali per tutti. Ci interessa creare occasioni in cui ciascuno possa esprimersi, mettersi in discussione e scoprire nuove possibilità.
Perché a volte, per trovare la propria voce, bisogna avere la libertà di provarne tante altre.
Una scuola, tante storie ancora da inventare
Ogni progetto nasce da un’idea educativa, ma prende davvero vita nell’incontro con una classe, con i suoi insegnanti e con le persone che la compongono.
Per questo il dialogo con la scuola è parte fondamentale del nostro lavoro. Ascoltiamo esigenze, condividiamo obiettivi e costruiamo percorsi capaci di inserirsi nell’esperienza formativa dei bambini e dei ragazzi.
Dopo tanti anni continuiamo a entrare nelle scuole con la stessa curiosità dei primi giorni.
Con una storia da raccontare, una valigia piena di idee e la certezza che, giocando insieme, ci sia sempre qualcosa di nuovo da imparare.
Vuoi conoscere meglio i nostri laboratori scolastici?
Siamo a disposizione di scuole, insegnanti e famiglie per presentare i nostri percorsi educativi e condividere proposte adatte alle diverse fasce d’età.